Ora d’Aria Firenze
24 gennaio 2012 di Francesca Dal Bosco
Metti che sei a Firenze.
Metti che sei a due passi dagli Uffizi.
Metti che stasera ti va di provare un locale nuovo.
Metti poi che ne stanno parlando tutti. Del Locale. E dello chef.
E metti che lui, lo chef, viene definito una stella nascente. Una giovane promessa.
Invece metti che lui si vede più come un libro difficile da leggere.
Ma metti che si vuol far comprendere. Distinguendosi.
Metti allora che non vedi l’ora di provarlo questo ristorante.
Metti così che stasera ceni da Marco Stabile.
Ora d’aria, Firenze.
Entro e vengo avvolta da un ambiente raffinato.
Da una raffinatezza internazionale.
La cucina è proprio lì, a vista.
Dalla strada.
E dal corridoio d’ingresso.
La cucina è proprio lì, un ponte che traghetta dall’esterno all’interno.
Ambiente raffinato dicevo.
E “pieno” allo stesso tempo.
Di profumi. Di sapori. Di aspettative.
Già immagino, visualizzo, pregusto nella mia testa una cena marcatamente toscana.
Di qualità. Di gusto. Di carattere.
Non voglio “caricare” troppo però.
Così, anche se tentata dal menù degustazione
La tradizione toscana a modo mio
suggerito da un amico
opto per la leggerezza.
Il pesce esce dalla rete!
dedicato ad una persona estremamente speciale
E per il sentimento.
Il tavolo è un po’ piccolo ed in una posizione poco confortevole, di continuo passaggio.
Ma è una settimane speciale.
Di lavoro intenso.
Così si perdona.
Soprattutto dopo avere assaggiato i pani.
Non sono pani acidi.
Come quelli che ti aspetteresti da un locale di questo tipo.
Sono più pani piatto (unico).
Pani simpatici.
Pani che strizzano l’occhio.

Su perdona il tavolo un po’ piccolo anche dopo avere dato uno sguardo ai vini.

Ma iniziamo.
Che non sto nella pelle.
Trippa e baccalà stracotti con crema di ceci e sedano rapa.
Piatto pieno. Tondo. Compatto.
Sapori molto ben legati tra di loro.
Senza perdere le singole peculiarità.
A me non fa impazzire la pasta ripiena. Ed il pecorino.
E qui ci sono entrambi.
Qui, infatti, ho di fronte un piatto di ravioli con gallinella di mare e olive taggiasche caviale di cavolfiore e scaglie di pecorino.
Però mi conquista.
E’ un piatto uomo.
Scommetto che non hanno usato la semola nell’impasto.
Ed ora i maccheroni del Martelli strascicati al ragù di calamari, estratto di cannocchia e santoreggia.
Qui, per i miei gusti, siamo al limite.
Carico.
Anche di untuosità.
Probabilmente eccellente come piatto unico.
Per me, un po’ troppo se inserito in un menù degustazione.
Ma ora mi rinfresco le papille.
Sta per arrivare il filetto di baccalà al burro nero con crema di ceci rosa di Reggello al cardamomo.
Fantastico.
Il percorso degustazione è terminato.
Percorso pieno, intenso, verace.
Fatto di piatti che non mentono.
Che mantengono quello che promettono.
Che non copiano la tradizione.
E nemmeno la sconvolgono.
Semplicemente la reinterpretano.
Ed ora è il mio momento.
Ora è il momento dolce.
Risotto allo zafferano di San Miniato polvere di capperi e gelato alla nocciola piemontese.
Presenza molto forte dello zafferano.
E della nocciola.
Ti entrano in bocca.
E ci campeggiano.
Indirizzo da memorizzare sicuramente.
Per location, sensibilita’ ed ottimo rapporto qualità/prezzo.
Ristorante Ora D’Aria
Via dei Georgofili 11R
Firenze
Tel. 055 2001699
www.oradariaristorante.com









